Miliardi di neuroni, presi uno a uno privi di pensiero, producono qualcosa di straordinario: la sensazione di essere qualcuno, un soggetto che osserva, ricorda, si riconosce. Oggi la neurobiologia individua le reti cerebrali che sostengono questa percezione di sé. Pino Fioravanti accompagna il pubblico dentro la biologia dell’identità: un incontro per chi non ha formazione scientifica, ma vuole capire da vicino la macchina che, proprio adesso, sta dicendo “io”.