Luca Attanasio è un giornalista, scrittore e docente italiano, esperto di geopolitica con un’attenzione particolare alle aree MENA, all’Africa subsahariana, ai fenomeni migratori e al vaticanismo. È nato a Roma, dove si è laureato in Scienze della Formazione all’Università Roma Tre.
Ha iniziato la carriera lavorando per la Rai e collaborando poi con diverse testate. Oggi scrive per Domani, Atlante Treccani, Limes, Confronti e Osservatore Romano, occupandosi di politica internazionale, migrazioni e mondo cattolico.
Tra le sue pubblicazioni più note ci sono Se questa è una donna (2014), Il Bagaglio (2016, riedito nel 2018) e Libera Resistenza (2017). Nel 2019 ha ricevuto il Premio Pietro Nenni per il suo impegno giornalistico. Svolge anche attività di docenza su temi geopolitici presso l’Istituto Alti Studi per la Difesa (IASD).
Un dettaglio curioso: proprio per non confonderlo con l’omonimo diplomatico, ha dedicato inchieste e un podcast alla vicenda dell’ambasciatore Luca Attanasio. Nel 2026 ha inoltre portato avanti il progetto documentaristico Mums, che racconta le migrazioni attraverso la voce delle madri dei migranti.
Nel dibattito sulle migrazioni la voce di chi resta a casa manca totalmente.
Cosa pensano le madri aggrappate per mesi a un telefonino che non squilla? Come scorre la vita quotidiana di donne che non conoscono le sorti dei propri figli partiti per dare una mano alle famiglie? Cosa significa per una mamma ricevere la notizia della morte del proprio ragazzo?
Per questo è partito Mums, un progetto che punta a gettare nel dibattito la prospettiva delle mamme dei migranti, con i loro sentimenti, le insonnie, l’ossessione del pensiero della morte dei propri figli o, spesso, la certezza di una fine tragica.
Quando si parla di migrazioni e migranti, non si tiene conto di elementi fondamentali. Innanzitutto si trascura di ricordare che a causa di un durissimo sistema di gestione del fenomeno, è diventato sostanzialmente impossibile per chiunque provenga dal Sud globale, entrare legalmente in Europa: l’unico tour operator, purtroppo, restano i trafficanti. Ma spesso, inoltre, ci si dimentica che dietro a chi parte ci sono legami, affetti, amori, sentimenti. Come se chi lascia i propri contesti per affrontare viaggi infernali, fosse un essere senza storia, senza cultura, senza lacerazioni e distacchi.
L’obiettivo di MUMS è proprio umanizzare la narrazione delle migrazioni e raccontare il fenomeno, al di là di statistiche e numeri, attraverso volti, voci ed emozioni.